I profili

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1.PER UNA CHIESA DIVERSA

Negli anni del Concilio emergono figure di spicco che tentano di portare la Chiesa su orme decisamente progressiste. Una sfida che coinvolge un mondo cattolico che con difficoltà tenta di confrontarsi con la modernità. Sono figure come quelle di Don Milani, Ernesto Balducci, Aldo Capitini che si sono incaricate di illuminare una strada stretta e ben presto abbandonata dalle gerarchie, ma non dall’immaginario corrente

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2.FUORI DAI PARTITI

Non si parla qui solo del normale fuoriuscitismo dai partiti. Una prassi tipicamente novecentesca. Uscire fuori per questi e altri intellettuali ha rappresentato anche la ricerca di una nuova identità meno compromessa da logiche di potere consolidate e arretrate. In questo il dibattito se anche loro hanno rappresentato uno stato nascente o meno all’insegna di una logica di aperto conflitto con le élites moderate, è aperto e continua

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3.INTELLETTUALI CONTRO

Possiamo definirli gli alfieri di una cultura politica antimoderata? Possiamo individuare in questi come in altri dimenticati intellettuali del secondo dopoguerra quell’élite che ha tentato di scardinare quello che percepiva come un sistema? E’ corretto infine accomunarli da un anti-moderatismo piuttosto che non da un rivoluzionarismo che ha colpito a un certo punto la società italiana durante il suo percorso nella storia?

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4.ESPRIT LIBRE

Molti di loro non hanno mai avuto un ruolo nei “partiti” o negli organi intermedi. E tuttavia hanno rappresentato per gli uomini del loro tempo la richiesta di una maggiore consapevolezza nel declinare tutte le forme possibili di libertà e uguaglianza. Persone come Basaglia, Maccacaro, Rostagno hanno incarnato lo spirito di un tempo che appare lontano e in cui si mescolano ricerca intellettuale, impegno verso un allargamento dei diritti e anelito a un cambiamento della società in senso progressista.

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